Una santità simpatica: San Filippo Neri per Don Bosco

Nella festa liturgica di San Giovanni Bosco vogliamo mostrarvi la devozione del Santo educatore nei confronti del Padre di tutti gli Oratorio ed esempio di educatore: SAN FILIPPO NERI

La figura di San Filippo Neri, definito «il grande amico della gioventù», era per Don Bosco, un vero modello di cui già in Seminario ne aveva assimilato la spiritualità. Influenzato dai detti più conosciuti, che trovò nei Ricordi di San Filippo Neri alla gioventù, li valorizzò e li diffuse: «Figlioli, state allegramente: non voglio scrupoli né malinconie, mi basta che non facciate peccati »; «Fate tutto quello che volete: a me basta che non facciate peccati»; «Scrupoli e malinconia fuori di casa mia»; «Non vi caricate di troppe devozioni: ma siate perseveranti in quelle che avete preso». Sembra di risentire Domenico Savio che diceva: «Noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri nell’esatto adempimento dei nostri doveri». Nel panegirico di San Filippo Neri, pronunciato ad Alba nel maggio del 1868, Don Bosco presentava l’apostolo romano come colui che «ha imitato la dolcezza e la mansuetudine del Salvatore», che ha diffuso il «gran fuoco di divina carità» portato da Cristo sulla terra, che ha praticato «lo zelo per la salvezza delle anime che ha la sua radice nello zelo stesso di Cristo». Parlando di San Filippo Neri, Don Bosco parlava di se stesso e dell’ideale salesiano. Egli viveva la sua presenza tra i giovani come missione rivolta primariamente alla salvezza delle loro anime. Ma capiva che ai giovani si arriva solo attraverso la comprensione, la fiducia, l’amicizia, l’amorevolezza, facendo leva sulla gioia, sulla creatività, sulla valorizzazione delle realtà umane: il lavoro, lo studio, la musica, il teatro, il canto, i giochi, la ginnastica, le passeggiate… 

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