I pensieri di San Filippo Neri (6° giorno)

L’Umiltà
– Figliuoli, siate umili, state bassi: siate umili, state bassi.

– Umiliate voi stessi sempre, e abbassatevi negli occhi vostri e degli altri, acciò possiate diventar grandi negli occhi di Dio.

– Dio sempre ha ricercato nei cuori degli uomini lo spirito d’umiltà, e un sentir basso di sè. Non vi è cosa che più dispiaccia a Dio che l’essere gonfiato della propria stima.

– Non basta solamente onorare i superiori, ma ancora si devono onorare gli eguali e gli inferiori, e cercare di essere il primo ad onorare.

– Per fuggire ogni pericolo di vanagloria voleva il Santo che alcune devozioni particolari si facessero in camera, ed esortava che si fuggisse ogni singolarità. A proposito della vanagloria diceva: Vi sono tre sorta di vanagloria. La prima è Padrona e si ha quando questa va innanzi all’opera e l’opera si fa per il fine della vanagloria. La seconda è la Compagna e si ha quando l’uomo non fa l’opera per fine di vanagloria, ma nel farla sente compiacenza. La terza è Serva e si ha quando nel far l’opera sorge la vanagloria, ma la persona subito la reprime.

– Per acquistare il dono dell’umiltà sono necessarie quattro cose: spernere mundum, spernere nullum, spernere seipsum, spernere se sperni: cioè disprezzare il mondo, non disprezzare alcuno, disprezzare se stesso, non far conto d’essere disprezzato.

E soggiungeva, rispetto all’ultimo grado: A questo non sono arrivato: a questo vorrei arrivare.
– Fuggiva con tutta la forza ogni sorta di dignità: Figliuoli miei, prendete in bene le mie parole, piuttosto pregherei Iddio che mi mandasse la morte, anzi una saetta, che il pensiero di simili dignità. Desidero bene lo spirito e la virtù dei Cardinali e dei Papi,
ma non già le grandezze loro.

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